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Un DAE… con le ali?
No! Con le eliche!

Le reti di Defibrillatori Automatici Esterni [DAE] ad Accesso Publico [Pubblic-access Defibrillator, PAD] possono favorire la sopravvivenza nel caso avvenga un Arresto cardio-circolatorio [ACC] al di fuori dell’ambiente ospedaliero.

Tuttavia, queste reti sono ancora poco diffuse (anche per questo nasce il nostro progetto CentoPassiPerLaVita! Ne parliamo qua)

Nuove tecnologie, sempre più sostenibili economicamente, si stanno rendendo disponibili, e potrebbero un domani rappresentare un ulteriore strategia per ovviare a questo problema: parliamo dei Droni.

Recentemente, svariate aziende hanno concentrato le proprie ricerche per mettere a punto e combinare queste due tecnologie. Già nel 2016 Google ha infatti depositato un brevetto negli Stati Uniti per ottenere la possibilità di “consegnare dispositivi di supporto medico attraverso l’utilizzo di UAV” (ovvero Unmanned aerial vehicle o aeromobili a pilotaggio remoto). [1]

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Lo studio

Uno studio, pubblicato su Circulation da parte di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università di Toronto (Canada)[2], ha tentato di immaginare i dettagli di una probabile rete territoriale di droni utili a questo scopo (drone network).

I risultati della simulazione?

Prendendo in considerazione uno storico di oltre 50.000 casi di ACC e un territorio pari a 26.000 chilometri quadrati comprendente otto regioni nell’Ontario del Sud (Toronto, Durham, Simcoe, Musokoka, Peel, Hamilton, Halton e Yotk), per un totale di 7,12 milioni di cittadini, i ricercatori sono stati in grado di disegnare una rete che, attraverso un complesso modello matematico, si è rivelata essere tale da riuscire ad avere un significativo impatto sui tempi di messa a disposizione di un dispositivo salva-vita come un DAE.

Studiando la distribuzione degli eventi sul territorio, i possibili luoghi di partenza (stazioni di polizia, dei vigili del fuoco e rimesse di ambulanze) e utilizzando un algoritmo matematico per determinare il numero minimo di punti di partenza per ottenere una copertura sufficiente a rendere la rete utile e sostenibile, hanno calcolato che, per rendere disponibile un defibrillatore sul luogo dell’evento in circa un minuto dall’attivazione del Servizio di Emergenza, fossero necessari un totale di 15 basi e 28 droni!

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È stato inoltre rilevato che la rete sarebbe in grado di assicurare un “tempo di arrivo” (arrival time) non superiore a 2-3 minuti con un numero di basi e droni inferiore del 40% e del 30% rispettivamente, e, nonostante ciò, dimostrarsi comunque in grado di ridurre significativamente i tempi di intervento normalmente attribuiti a quelli delle classiche squadre di soccorso “su gomma” (stimati, in quella zona, in 6 minuti e 43 secondi in media nella maggior parte delle aree urbane e di 10 minuti e 34 secondi nelle aree rurali).

Una rete così strutturata avrebbe forse le potenzialità di trasformare lo scenario dell’emergenza cardiaca, specialmente in ambienti rurali di difficile accessibilità! [3][4]

#StaySafe #StayTrained


Forse non tutti sanno che… è del 25 settembre 2021 il primo trasporto d’organi al mondo avvenuto attraverso l’utilizzo di droni. È accaduto sempre in Canada, sempre a Toronto. Sono stati un paio di polmoni i primi organi trasportati al mondo secondo questa modalità sperimentale. Il volo è durato 6 minuti e ha visto protagonista il Toronto General Hospital poiché in questo ospedale, nel 1983, venne effettuato il primo trapianto di polmoni della storia del Canada.


Circulation: pubblica contenuti relativi alla salute e alla patologia cardiovascolare.
È il Journal ufficiale dell’American Heart Association, associazione che si occupa nello specifico di questi temi fin dal 10 giugno 1924, data della sua fondazione, avvenuta nella città di Chicago, Illinois, USA.

 Bibliografia:

  1. Patrick WG. Request apparatus for delivery of medical support implemented by UAV. U.S. Patent 9,307,383. April 5, 2016.
  2. J. J. Boutilier et al., “Optimizing a Drone Network to Deliver Automated External Defibrillators” Circulation, vol. 135, no. 25, pp. 2454–2465, Jun. 2017. (link)
  3. A. Vögele, M. Ströhle, P. Paal, S. Rauch, and H. Brugger, “Can drones improve survival rates in mountain areas, providing automated external defibrillators?” Resuscitation, vol. 146, pp. 277–278, Jan. 2020. (link)
  4. Z. Nehme, E. Andrew, S. Bernard, B. Haskins, and K. Smith, “Reply to: Can drones improve survival rates in mountain areas, providing automated external defibrillators?,” Resuscitation, vol. 146, pp. 279–280, Jan. 2020. (link)

Crediti immagini:

  • Parrot AR.Drone 2.0 in flight, Wikimedia Commons;
  • Logo storico dell’American Heart Association.

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